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Sicurezza

Ransomware sul NAS QNAP: cosa fare nei primi minuti e come limitare i danni

NAS scollegato dalla rete dopo un attacco ransomware
Risposta rapida

Se il tuo NAS QNAP è stato colpito da un ransomware, scollegalo subito dalla rete (cavo Ethernet), non spegnerlo se il processo di cifratura è ancora in corso solo per pochi file, non pagare il riscatto, non formattare e non reinizializzare. Fotografa la richiesta di riscatto, annota l'estensione dei file cifrati e fai analizzare i dischi: spesso una parte dei dati originali è ancora recuperabile.

Perché i NAS QNAP sono un bersaglio

I NAS sono diventati uno degli obiettivi preferiti dei gruppi ransomware per una ragione semplice: contengono tutto in un unico posto. Documenti, archivi fotografici, database, e soprattutto i backup di tutti gli altri dispositivi. Colpire il NAS significa colpire anche la rete di sicurezza della vittima.

I QNAP, in particolare, sono spesso esposti direttamente a Internet tramite port forwarding, UPnP o il servizio di accesso remoto del produttore, e non sempre aggiornati. Negli ultimi anni le campagne più note (Qlocker nel 2021, Deadbolt dal 2022, eCh0raix a più riprese e nuove varianti nel 2025-2026) hanno sfruttato vulnerabilità del sistema operativo e di app come Photo Station, Multimedia Console e Hybrid Backup Sync per entrare senza bisogno di credenziali.

Come riconoscere l’attacco

I segnali sono inequivocabili, ma vale la pena conoscerli per reagire in fretta:

  • I file hanno un’estensione nuova (.deadbolt, .encrypt, .locked o sequenze casuali) e non si aprono.
  • In ogni cartella compare un file di testo o HTML con la richiesta di riscatto, di solito in Bitcoin.
  • La pagina di login di QTS è stata sostituita da una schermata con le istruzioni per il pagamento (tipico di Deadbolt).
  • Il NAS è lento, le ventole girano al massimo e il processo di cifratura è visibile nel monitor delle risorse.
  • Al posto dei file ci sono archivi 7z protetti da password (tipico di Qlocker).
  • Le istantanee (snapshot) sono sparite o sono state disattivate.

Le prime cinque mosse, in ordine

  1. Isola il NAS dalla rete: stacca il cavo Ethernet. Blocca la comunicazione con gli attaccanti e impedisce la propagazione ad altri dispositivi. Non usare l’interfaccia web per farlo: potrebbe essere compromessa.
  2. Valuta se spegnere: se la cifratura è appena iniziata e riguarda ancora pochi file, lo spegnimento forzato (tasto di accensione per 10 secondi) interrompe il processo e salva quello che non è ancora stato toccato. Se la cifratura è già completa, non cambia nulla, ma spegnere evita ulteriori modifiche.
  3. Documenta tutto: fotografa la richiesta di riscatto, annota l’estensione dei file cifrati, la data e l’ora in cui te ne sei accorto. Queste informazioni servono per identificare la variante e per l’eventuale denuncia.
  4. Non pagare: il pagamento non garantisce la chiave, finanzia l’attività criminale e segnala che sei disposto a pagare ancora. Nelle campagne contro i NAS è successo più volte che la chiave fornita non funzionasse.
  5. Non toccare i dischi: non formattare, non reinizializzare il NAS, non reinstallare il firmware, non ricostruire il RAID. Ogni scrittura riduce le possibilità di recupero.

Gli errori che peggiorano la situazione

Azione istintivaPerché è un errore
Reinizializzare il NAS per “ripulirlo”Sovrascrive le strutture del volume; i file originali non cifrati diventano irrecuperabili
Eseguire strumenti di “decifrazione” trovati onlineSpesso sono malware o modificano i file rendendo impossibile un recupero successivo
Lasciare il NAS connesso per “vedere cosa succede”La cifratura prosegue e l’attaccante può cancellare snapshot e backup
Ripristinare un backup sopra i file cifratiSe il backup è parziale, perdi la possibilità di recuperare gli originali dal volume
Aggiornare il firmware prima dell’analisiL’aggiornamento può cancellare tracce utili e, in alcune varianti, rimuovere file temporanei recuperabili

I file originali sono ancora recuperabili?

Dipende da come lavora la variante, e qui la differenza è sostanziale. Alcuni ransomware creano una copia cifrata del file e poi cancellano l’originale: in questo caso l’originale resta fisicamente sul disco finché lo spazio non viene riutilizzato, e un recupero a basso livello sulle immagini dei dischi può riportarlo alla luce. Altri cifrano il file “in place”, sovrascrivendo i blocchi originali: qui il recupero degli originali è impossibile, ma restano altre strade.

Le fonti alternative che un laboratorio verifica sempre:

  • Snapshot: se erano attive e l’attaccante non è riuscito a cancellarle, contengono i file nello stato precedente.
  • Cestino di rete: alcune varianti spostano gli originali nel cestino delle cartelle condivise invece di cancellarli.
  • File temporanei: Qlocker, per esempio, lasciava in alcune condizioni i file in chiaro accanto agli archivi 7z.
  • Spazio non allocato: gli originali cancellati, se non sovrascritti, si ricostruiscono sulle immagini dei dischi.
  • Chiavi note: per alcune varianti ormai vecchie esistono strumenti di decifrazione pubblici e verificati.
  • Backup esterni: cloud, dischi USB scollegati, altri NAS con replica.

Il nostro servizio di recupero dati dopo ransomware parte sempre dalla clonazione di ogni disco del NAS, in modo che nessuna analisi tocchi gli originali, e prosegue con la ricostruzione del volume RAID e la ricerca dei file in tutte le fonti elencate. Nelle situazioni in cui la variante è nota e la cifratura è parziale, le percentuali di recupero sono alte.

Cosa fare dopo il recupero

Riprendere a usare il NAS come prima è il modo più sicuro per subire un secondo attacco. Prima di rimettere i dati:

  • Reinstalla il firmware QTS da zero (dopo aver clonato i dischi) e cambia tutte le password, compresa quella dell’account admin, che va disattivato in favore di un account con nome diverso.
  • Disattiva UPnP sul router e rimuovi ogni port forwarding verso il NAS.
  • Disabilita il servizio di accesso remoto del produttore se non indispensabile; in alternativa usa una VPN.
  • Attiva l’autenticazione a due fattori e il blocco IP dopo tentativi falliti.
  • Configura snapshot frequenti con conservazione di almeno 30 giorni e, dove disponibile, snapshot immutabili.
  • Imposta un backup esterno con la regola 3-2-1: una copia su cloud o su un disco che resta scollegato.
  • Installa gli aggiornamenti di sicurezza entro pochi giorni dalla pubblicazione.

Denuncia e aspetti legali

In Italia il ransomware è un reato perseguibile e la denuncia alla Polizia Postale è consigliata, soprattutto per le aziende, che devono anche valutare la notifica al Garante entro 72 ore se sono coinvolti dati personali, come richiesto dal GDPR. Conserva le prove: la richiesta di riscatto, i log del NAS e del router, le date. Il nostro laboratorio può fornire una relazione tecnica sull’intervento.

Se è appena successo

Scollega il NAS, non pagare, non formattare. Contattaci: nel nostro laboratorio di recupero dati a Roma la diagnosi è gratuita, il preventivo arriva entro 4 ore lavorative dall’arrivo dei dischi e paghi solo se recuperiamo i dati, con la lista dei file visibile prima del pagamento e riservatezza totale, con NDA su richiesta. Chiamaci allo 06 6228 0405 oppure compila il modulo di accettazione: ritiro tramite corriere in tutta Italia.

Domande frequenti

Devo spegnere il NAS appena mi accorgo del ransomware?

Prima di tutto scollega il cavo di rete. Se la cifratura è ancora in corso e riguarda pochi file, lo spegnimento forzato interrompe il processo e salva ciò che non è stato toccato. Se è già completa, spegnere non peggiora nulla e impedisce ulteriori modifiche. In nessun caso usare l'interfaccia web, che potrebbe essere compromessa.

Pagare il riscatto fa recuperare i file?

Non c'è alcuna garanzia. Nelle campagne contro i NAS sono documentati casi di chiavi mai consegnate o non funzionanti. Il pagamento finanzia i criminali e ti rende un bersaglio per attacchi successivi. Prima di considerarlo, fai verificare se gli originali, le snapshot o i file temporanei sono ancora recuperabili dai dischi.

I file cifrati da Deadbolt si possono decifrare?

Senza la chiave privata degli attaccanti, no: la cifratura usata è robusta. Il recupero si concentra su ciò che la cifratura non ha distrutto: originali cancellati ma non sovrascritti, snapshot sopravvissute, cestini di rete e backup. In molti casi la cifratura è stata interrotta dallo spegnimento e una parte dei file è intatta.

Come è entrato il ransomware nel mio QNAP?

Quasi sempre attraverso una vulnerabilità del firmware o di un'app, su un NAS raggiungibile da Internet tramite UPnP, port forwarding o il servizio di accesso remoto. Più raramente tramite credenziali deboli o un PC infetto della stessa rete. Dopo il recupero è fondamentale reinstallare il sistema, chiudere le porte esposte e aggiornare.

Quanto tempo serve per recuperare i dati da un NAS colpito?

Ogni disco va clonato e il volume RAID ricostruito sulle copie, poi i file vanno cercati in tutte le fonti possibili. Con il servizio standard servono 10-15 giorni lavorativi, 5-7 con l'urgente e 24-72 ore con l'express. La diagnosi e il preventivo arrivano entro 4 ore lavorative dall'arrivo dei dischi.

Scritto e verificato daRedazione tecnica RecuperoDatiRM

I tecnici del laboratorio di recupero dati di Roma, con camera bianca ISO 5 e oltre 15 anni di interventi su hard disk, SSD, RAID, NAS e dispositivi Apple. Ogni guida nasce dai casi reali che trattiamo ogni giorno e viene aggiornata quando cambiano tecnologie e procedure.

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Cosa dicono i clienti

4,9/5765 recensioni su Google e Facebook
Tamim Elhawashy Google · Ottobre 2026

Personale super gentile, eccezionali davvero. Ti vogliono aiutare e ti aiutano anche se non sono tenuti a farlo e pure senza pagamento. Super consigliato. Nient’altro da dire. Valerio è stato davvero un grande. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Andrea Pulcini Google · Ottobre 2026

Qualità professionalità, esperienza ma soprattutto tanta pazienza e parlo a livello personale Visto che li ho costretti a chiamarmi più volte per il discorso del recupero dati e non ho mai trovato un tono fuori posto, qualcosa di sbagliato quindi vi consiglio chiunque avesse bisogno di recuperare con urgenza e con qualità Di Servizio i propri dati

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Efficienti, veolci e cordiali, nulla da dire, ottimo lavoro ragazzi

Cesare Rossetto Google · Settembre 2026

Personale gentilissimo e disponibile

ilaria Maria Amaldi Google · Settembre 2026

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Serena Google · Agosto 2026

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Nicola Pedde Google · Agosto 2026

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Emanuele Leprotti Google · Agosto 2026

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Josette Trevil Google · Luglio 2026

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sabrina baroli Google · Luglio 2026

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David Vaudi Google · Luglio 2026

Mi sono rivolto a Recovery Data per il recupero dei dati da un hard disk danneggiato e la mia esperienza è stata positiva. Ho apprezzato in particolare la chiarezza nelle spiegazioni, la rapidità nella gestione della pratica e la gentilezza dimostrata durante tutto il contatto con il cliente. Sono sempre stati disponibili a rispondere ai miei dubbi e a tenermi aggiornato sull'avanzamento del recupero. Nel mio caso sono riusciti a recuperare il 100% dei dati, risultato di cui sono molto soddisfatto, anche se immagino che l'esito dipenda in parte anche dalle condizioni iniziali dell'hard disk. Nel complesso consiglio il servizio per la professionalità e l'attenzione al cliente.

Giugiu Gially Google · Giugno 2026

Professionali, competenti e affidabili. Sono riusciti a recuperare i miei dati da una situazione molto compromessa, dove altri hanno rinunciato. Li consiglio sicuramente.

Giacomo Putignani Google · Maggio 2026

Ho avuto una disavventura con il Hard disk da 1tb che purtroppo si è guastato. Mi hanno suggerito proprio questo negozio per recuperare i dati del hard disk e devo dire che sono stati professionali e gentili anche per il prezzo del lavoro che mi hanno fatto al 100%. Grazie mille per il recupero per il mio Hard Disk!!!

cristiano botta Google · Maggio 2026

Esperienza più che positiva, personale efficente e disponibile. Problematica di recupero dati risolta. Molto consigliato

Gianluca Zori Google · Maggio 2026

HD rotto rotto rotto. Intervento rapido e recupero completo. Non è solo fortuna. È serietà e professionalità... e cortesia.

Doran Hannes Google · Aprile 2026

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Andrea Fusilli Google · Aprile 2026

Professionalità e gentilezza

salvatore pulvirenti Google · Aprile 2026

Avevo un vecchio disco Seagate che non usavo da svariati anni e volevo fare ordine di tutti i dati archiviati in passato. Quando ho provato ad utilizzarlo il disco era morto, non iniziava la rotazione. Su suggerimento di un amico mi sono rivolto a Recovery Data. Sono riusciti a recuperare tutti i dati. E nei tempi preventivati. avevo dentro anche foto e video di tanto tempo fa. Un risultato, un lavoro, un team ECCELLENTE

Antal Nagy Google · Aprile 2026

Azienda serie e competente. Malgrado il mio hard-disk esterno fosse impossibile da leggere a causa di un danno interno, sono riusciti a recuperare tutti i dati e nei tempi stabiliti. Grazie.

elena buttitta Google · Marzo 2026

Professionisti e super disponibili. Grazie mille! Elena

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